ORDINE EQUESTRE del SANTO SEPOLCRO di GERUSALEMME
Luogotenenza per l'Italia Centrale


Dichiarazione sulle violenze all'ospedale St Joseph durante il funerale di Shireen Abu Aqleh

Noi, 
il Patriarca greco di Gerusalemme, il Patriarca latino di Gerusalemme, i Vescovi e i fedeli delle Chiese cristiane in Terra Santa, 
condanniamo la violenta intrusione della polizia israeliana nel corteo funebre della giornalista uccisa Shireen Abu Akleh, mentre si recava dall'ospedale San Giuseppe alla chiesa cattedrale greco-melchita.La Polizia ha fatto irruzione in un istituto sanitario cristiano, mancando di rispetto alla Chiesa, all'istituto sanitario, alla memoria del defunto e costringendo i portatori della bara a lasciarla quasi cadere.

L'invasione e l'uso sproporzionato della forza da parte della polizia israeliana, che ha attaccato i fedeli in lutto, li ha colpiti con manganelli, ha usato granate fumogene, ha sparato proiettili di gomma, ha spaventato i pazienti dell'ospedale; è stata una grave violazione delle norme e dei regolamenti internazionali, compreso il diritto umano fondamentale della libertà di religione, che deve essere osservato anche in uno spazio pubblico.

L'Ospedale St. Joseph è sempre stato orgogliosamente un luogo di incontro e di guarigione per tutti, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa o culturale, e intende continuare a esserlo. 

Quanto accaduto venerdì scorso ha ferito profondamente non solo la comunità cristiana, le Suore di San Giuseppe dell'Apparizione, proprietarie dell'Ospedale, e tutto il personale ospedaliero, ma anche tutte le persone che in quel luogo hanno trovato e trovano tuttora pace e ospitalità.

Le Suore e il personale dell'Ospedale San Giuseppe hanno sempre fatto sì che il loro Istituto fosse un luogo di cura e di guarigione e il deplorevole episodio di venerdì scorso rende questo impegno ancora più forte che mai.

Gerusalemme, Ospedale San Giuseppe, 16 maggio 2022

Nel Territorio del Patriarcato Latino di Gerusalemme, che serve quattro paesi i cristiani devono affrontare realtà politiche ed economiche complesse e difficili che incidono sul loro tenore di vita.
A Gerusalemme e a Gaza, due delle zone più bisognose, il sostegno umanitario dell’Ordine del Santo Sepolcro e del Patriarcato Latino è fondamentale. 

 Sami El-Yousef CEO del Patriarcato Latino “Penso che il fondo umanitario principalmente dedicato a Gerusalemme e Gaza sia uno degli interventi umanitari più importanti, soprattutto perché si tratta di aree che risultano per la maggior parte gravemente disagiate e in cui riscontriamo il maggior numero di problemi dal punto di vista umanitario.” 

 A Gerusalemme Est, nonostante lo sviluppo economico e la struttura sociale coperta dal governo israeliano, molte famiglie cristiane nella Città Vecchia devono sostenere alti costi di vita i non momento in cui non possono permetterselo. 

 Sami El-Yousef CEO del Patriarcato Latino “La gente dimentica che ci sono famiglie e individui che vivono a Gerusalemme Est che sono intrappolati nella politica della città, sono intrappolati con le bollette perché per loro l’assicurazione medica non è coperta, sono intrappolati con la situazione sanitaria, sono intrappolati con le tasse elevate, le tasse sulle proprietà, le tasse sul reddito e così via, che sono normali a Gerusalemme ma che loro, tuttavia, non possono permettersi. Così, spesso, si trovano a dover affrontare cause legali, avvisi di sfratto, trattative giudiziarie per poi ritrovarsi sull’orlo del baratro.” 

 “Sono madre di 4 ragazzi in età scolare. Mio marito non lavora da molto tempo, da prima della diffusione del Covid-19, a causa di un infortunio sul lavoro. E ora, durante questa pandemia, la nostra condizione è peggiorata e io sono l’unica a lavorare e a pagare le bollette e i debiti, in particolare l’affitto di casa e i bisogni dei miei ragazzi.”

Nella Striscia di Gaza, invece, i cristiani sono sottoposti a condizioni di vita ancora peggiori, vale a dire un embargo che dura da 14 anni, guerre, alti tassi di disoccupazione e una mancanza del rispetto dei diritti umani fondamentali che minacciano la loro presenza. 

Hani Abu Daoud Gaza “A Gaza affrontiamo molte cose: l’embargo, la disoccupazione, l’insicurezza, la chiusura delle frontiere e la mancanza di prospettive di lavoro. A Gaza prevale la povertà e un’atmosfera di disperazione.” 

 Hani Abu Daoud è una delle persone a Gaza che beneficiano del sostegno della Chiesa per attenuare alcune delle sue difficoltà.
Con una malattia renale cronica e senza assicurazione medica, per accedere ad adeguate cure mediche, Hani dipende dal Patriarcato Latino attraverso il suo programma umanitario e medico finanziato dall’Ordine del Santo Sepolcro. 

L’importante lavoro che il Patriarcato Latino svolge in Terra Santa non sarebbe possibile senza i Cavalieri e le Dame dell’Ordine del Santo Sepolcro, che per secoli hanno sostenuto e protetto la presenza dei loro fratelli cristiani in Terra Santa. 

 Fr. Gabriel Romanelli, IVE Parrocchia della Sacra Famiglia “Non dobbiamo dimenticare che i primi cristiani a Gaza furono la Sacra Famiglia  Gesù, Maria e Giuseppe  Gesù, Maria e Giuseppe. I cristiani vivono qui da più di 2000 anni e noi dobbiamo preservare e proteggere questa santa presenza per il bene comune e per i palestinesi, cristiani e musulmani. Il sostegno da parte dell’Ordine del Santo Sepolcro è davvero una buona azione perché la comunità rappresenta i lievito che protegge la presenza di Gesù in Terra Santa."

Attività della Luogotenenza

La Luogotenenza per l'Italia Centrale partecipa alle ricorrenze liturgiche, celebra le Festitivià dell'Ordine e organizza le Investiture annuali di nuove Dame e Cavalieri. Pianifica e realizza  più Pellegrinaggi in Terra Santa nel corso di ogni anno.

visualizza