ORDINE EQUESTRE del SANTO SEPOLCRO di GERUSALEMME
Luogotenenza per l'Italia Centrale


attività della Delegazione Locale di Roma San Giovanni

17 gennaio  2026

Delegazione della Custodia di Terra Santa

"Manoscritti Biblici miniati di origine francescana, gioielli del patrimonio culturale italiano"

Sabato 17 gennaio, presso la Delegazione della Custodia di Terra Santa, si è tenuta la conferenza "Manoscritti Biblici miniati di origine francescana, gioielli del patrimonio culturale italiano" tenuta dalla Dama di Commenda Dr.ssa Daniela Di Pinto. 
L'evento, organizzato dal Delegato Daniela Forniti e dal Priore padre Pierre Paul, della Delegazione Locale Roma San Giovanni, ha segnato l'apertura delle celebrazioni per l'VIII Centenario del Transito di San Francesco di Assisi. La scelta di svolgere questa conferenza presso i frati francescani, custodi della Terra Santa, ha voluto sottolineare il loro prezioso ruolo nella conservazione e trasmissione del patrimonio culturale e spirituale della tradizione francescana.
Erano presenti, oltre a numerosi Cavalieri, Dame, Aspiranti e Ospiti, il Preside della Sezione Roma Dama di Commenda Federica De Pasquale e il già Preside della Sezione Roma Cavaliere di Gran Croce Lorenzo de Notaristefani.
Prima dell’inizio della conferenza, il Delegato ha rivolto un breve ma sentito messaggio di saluto ai presenti. Nel comunicare di essere stata nominata Tesoriere della Luogotenenza dell’Italia Centrale, e di conseguenza di dover a breve concludere il suo mandato di Delegato, ha espresso profonda gratitudine per l’onore e il privilegio di aver potuto servire la Delegazione e l’Ordine. Si è detta grata per aver avuto l’opportunità di conoscere e collaborare con persone straordinarie che hanno lasciato un segno indelebile nel suo cuore, arricchendolo con il loro calore e contribuendo alla sua crescita all'interno dell'Ordine.
Ha quindi rivolto un appello affinché si conservi sempre viva la missione di Dame e Cavalieri del Santo Sepolcro: essere strumenti di carità, pace e amore tra i fratelli di Terra Santa.
Concludendo il suo intervento, in un’atmosfera di forte emozione e affetto, ha augurato a tutti i membri della Delegazione ogni bene, prosperità e pienezza nel proprio cammino spirituale e personale, e soprattutto nel proprio impegno come membri dell’Ordine.
Il Delegato ha quindi invitato padre fr. Antonino Milazzo, frate minore di Terra Santa, Delegato del Custode per l’Italia, Guardiano della fraternità di Roma, e rappresentante per la regione Italia e Egitto, ad aprire la conferenza con una preghiera.
Fr. Antonino ha di seguito approfondito il ruolo essenziale e insostituibile della Custodia di Terra Santa, evidenziando come questa istituzione rappresenti un pilastro fondamentale per la presenza cristiana in quel territorio. Ha fornito un quadro dettagliato della complessa e delicata situazione attuale che vivono quotidianamente gli abitanti della Terra Santa, sottolineando le sfide sociali, politiche e religiose che influenzano la vita di queste comunità. Il Padre Custode ha evidenziato come la Custodia non sia solo un presidio spirituale, ma anche un importante punto di riferimento culturale e storico, portando avanti da secoli un’opera di preservazione e tutela dei luoghi sacri, delle tradizioni e del patrimonio artistico e manoscrittologico.
Il Tesoriere della Delegazione, Commendatore Giuseppe Mocci, che ha condotto la conferenza, ha quindi presentato la relatrice, Dama di Commenda Dr.ssa Daniela Di Pinto.
La Dr.ssa Di Pinto ha illustrato come, già nei primi secoli, i testi sacri fossero arricchiti da decorazioni più o meno elaborate, spesso realizzate mediante tecniche di miniatura e illuminazione, che trasformavano ogni manoscritto in un’opera d’arte unica. Questi manoscritti, frequentemente commissionati o custoditi dai francescani, costituiscono un patrimonio di valore inestimabile, simbolo della loro dedizione alla trasmissione della fede e della cultura. Nel corso dei secoli, la Bibbia, considerata il testo sacro più venerato, ha subito un processo di arricchimento artistico che ha raggiunto livelli elevatissimi di espressione artistica e spirituale.
La relatrice ha mostrato esempi di codici miniati, evidenziando come ogni decorazione, figura e iniziale rappresenti un autentico gioiello artistico. La cura e l’attenzione dedicate alla realizzazione di questi manoscritti testimoniano l’importanza attribuita alla sacralità della Scrittura e la volontà di rendere ogni copia un’opera di elevato valore spirituale e artistico.
Numerose sono state le domande poste dal pubblico, che ha dimostrato grande interesse e coinvolgimento nell’argomento.
 
Al termine della conferenza, è stato consegnato al già Delegato Cavaliere di Gran Croce Norberto Pecchia un prestigioso dono simbolico, quale attestato di profonda gratitudine e riconoscimento per il suo straordinario servizio e dedizione nel guidare con competenza e passione la Delegazione San Giovanni per ben otto anni.  Successivamente, i presenti si sono recati presso la parrocchia di San Marcellino e Pietro, dove sono stati accolti calorosamente dalla comunità parrocchiale e dal Parroco, don Salvatore Cernuto, per prendere parte alla Santa Messa Vespertina, che ha rappresentato un momento di profonda spiritualità e comunione tra i membri dell’Ordine e la Chiesa locale. 
Al termine della celebrazione il Preside, Dama di Commenda Federica De Pasquale, ha presentato l’Ordine ai fedeli riuniti, illustrando gli scopi e i valori che lo caratterizzano. Ha poi guidato la Preghiera del Cavaliere e della Dama, un momento di riflessione e di impegno spirituale, invitando tutti i presenti a rinnovare il proprio impegno di servizio, di carità e di testimonianza cristiana.
 
Al termine dell'intenso e formativo incontro, i partecipanti si sono recati presso un ristorante nelle vicinanze per condividere un momento conviviale, caratterizzato da un'atmosfera di gioiosa e fraterna amicizia. 

18 ottobre  2025

Patriarcato di Antiochia dei Siri

Il 18 ottobre 2025, presso la Procura del Patriarcato di Antiochia dei Siri in Campo Marzio a Roma, si è svolto l'ultimo incontro annuale della Delegazione Locale Roma San Giovanni, un evento significativo che ha riunito due eminenti personalità della Chiesa cattolica siro-antiochena: Mar Flaviano Rami Al-Kabalan, Vescovo di Aretusa dei Siri e Procuratore del Patriarcato di Antiochia dei Siri presso la Santa Sede, e Padre Jacques Mourad, Arcivescovo di Homs.
 
La sede romana del Patriarcato di Antiochia dei Siri, situata in una porzione dell'antico monastero delle monache benedettine di Campo Marzio, rappresenta il legame ufficiale e permanente tra il Patriarcato siro-cattolico e la Santa Sede.
La Procura ha il compito di promuovere la reciproca comprensione e la collaborazione tra le diverse tradizioni cristiane, fungendo da strumento di comunione tra Oriente e Occidente.
All’interno del Patriarcato si trova la chiesa di Santa Maria della Concezione in Campo Marzio, un luogo sacro con una storia millenaria che racconta la fede e l'arte di secoli passati. La sua storia è legata alla fuga da Costantinopoli di una comunità di monache basiliane durante l'VIII secolo, perseguitate a causa della lotta iconoclasta. Queste monache portarono con sé preziose reliquie, tra cui il corpo di San Gregorio Nazianzeno e l'icona della Vergine attribuita a San Luca, nota come la Madonna Advocata, venerata da secoli come miracolosa.
 
L’incontro ha avuto inizio con la celebrazione in grande solennità della Santa Messa dedicata ai martiri del Medio Oriente, in rito siro-antiocheno, uno dei più antichi riti liturgici della Chiesa cattolica orientale. La celebrazione, tenutasi in lingua siriaca, una forma di aramaico antico parlata nella regione della Siria e della Mesopotamia ai tempi di Gesù, ha creato un'atmosfera di profonda spiritualità e di tangibile connessione con la tradizione cristiana più antica. La dedicazione della Santa Messa ai martiri del Medio Oriente è stata un commovente omaggio a tutti coloro che, nel corso della storia e ancora oggi, hanno sacrificato e continuano a sacrificare la propria vita per la fede. Questo gesto di commemorazione e di profondo rispetto ha voluto onorare la memoria di quanti, mossi dalla loro devozione, hanno affrontato persecuzioni, torture e morte, diventando testimoni viventi della loro fede.

 
Alla conclusione della Santa Messa, si è svolta la prevista conferenza, durante la quale Mar Flaviano Rami Al-Kabalan, Visitatore Apostolico per i fedeli siri nell'Europa Occidentale e Procuratore del Patriarcato di Antiochia dei Siri presso la Santa Sede, ha denunciato la difficile situazione dei cristiani in Siria dopo il rovesciamento del regime di Bashar al-Assad.
Il governo di transizione non ha mantenuto le promesse di rispettare la libertà religiosa e i cristiani sono spesso considerati cittadini di seconda classe, costretti a rinunciare ai loro diritti civili per rimanere nella loro terra, vivendo nella paura di discriminazioni, persecuzioni e conversioni forzate.
Tuttavia, Mar Flaviano Ramiha sottolineato l'importanza del dialogo come unica strada praticabile per risolvere i conflitti, evidenziando la presenza di molti musulmani buoni ed equilibrati che vivono in un paese controllato dal fanatismo religioso. La commistione di politica e religione è uno dei problemi dell'Islam, e incerte sono le analisi geopolitiche sul futuro di un paese che ancora non ha trovato la pace.
 
Toccante la testimonianza di Padre Jacques Mourad, arcivescovo siro-cattolico di Homs, Hama e Nabk, una figura di spicco nella Chiesa cattolica orientale.
Nato ad Aleppo e formatosi nel Seminario di Charfet, in Libano, Padre Jacques è stato ordinato sacerdote nel 1993. Figlio spirituale di padre Paolo Dall’Oglio, ha trascorso anni a servire come priore nel monastero di Mar Elian e parroco della città di Al-Karjatayn.
La sua dedizione alla fede e al dialogo interreligioso gli è valsa la nomina a arcivescovo da Papa Francesco nel 2023. Proprio il giorno della conferenza, Padre Jacques è stato insignito del Premio San Giovanni Paolo II 2025 “per la sua straordinaria testimonianza di fede e amore cristiano e il suo instancabile impegno nel dialogo interreligioso e nella costruzione della pace”.
Padre Jacques ha vissuto la drammatica esperienza di sequestro e prigionia per cinque mesi da parte dei jihadisti dello Stato Islamico nel 2015, durante la quale è stato torturato fisicamente e psicologicamente e gli è stato più volte chiesto, sotto pena di morte, di rinnegare la fede cristiana. Tuttavia, proprio in quella situazione, ha sperimentato la forza della preghiera e l'aiuto di Dio, che gli hanno infuso pace e coraggio. La sua testimonianza è un messaggio di amore e perdono: "La preghiera consola e disarma".
Dopo essere riuscito a fuggire, Padre Jacques non ha cercato rifugio in Europa, ma ha scelto di tornare a vivere nel mondo musulmano, in Medio Oriente, tra le persone che lo avevano perseguitato: "Voglio vivere come loro, voglio vivere come un rifugiato, povero tra i poveri".
Il suo cuore è colmo di un amore ardente e di un'assoluta fiducia nel Signore, che gli permette di amare anche coloro che lo hanno ferito e il suo messaggio è un invito potente: "Amiamo anche coloro che si presentano come nemici".
È questo l'amore che anima Padre Jacques, un prete siro-cattolico, monaco, rapito e torturato, che continua a irradiare speranza e perdono.

La conferenza ha lasciato un'impronta indelebile nei presenti, profondamente toccati dalla testimonianza di Padre Jacques. La sua storia di fede, determinazione e perdono ha commosso l'uditorio, suscitando profonda gratitudine per aver potuto ascoltare le sue parole e essere ispirati dalla sua straordinaria testimonianza di amore e di fede. Momenti come questo rappresentano un'opportunità unica e preziosa per rinsaldare lo spirito di comunità tra i membri dell'Ordine, rafforzando la loro consapevolezza del ruolo di fraternità e dell'impegno comune nel cammino di fede e di servizio.
 
Al termine della conferenza, i partecipanti si sono riuniti in un caratteristico ristorante romano dalle antiche tradizioni, dove hanno condiviso un caloroso momento di fraterna convivialità. 

20 settembre 2025

Museo e Catacomba di Pretestato

Sabato 20 settembre 2025 la Delegazione Locale Roma San Giovanni ha organizzato una visita straordinaria al Museo e Catacomba di Pretestato, sito sulla via Appia Pignatelli, grazie alla preziosa collaborazione del Confratello Cav. Prof. Domenico Benoci, Docente di Archeologia Cristiana presso l’Università Pontificia Regina Apostolorum e Dottore di Ricerca e collaboratore presso il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana.
 
Il Delegato Daniela Forniti ha espresso la sua sincera gratitudine ai numerosi partecipanti per la loro presenza e ha rivolto un ringraziamento speciale e sentito al Cav. Prof. Domenico Benoci per essersi prestato con generosità e competenza al servizio dell’Ordine, contribuendo con la sua preziosa esperienza e conoscenza a rendere l'evento ancora più significativo e arricchente per tutti.
 
La catacomba di Pretestato, la quale sorge al secondo miglio della via Appia Antica e si sviluppa lungo un tracciato viario ricalcato dall’odierna via Appia Pignatelli, occupa un settore che, verosimilmente, era parte del Pago Triopio, un lussuoso possedimento di proprietà di Erode Attico, celebre letterato, politico e filosofo greco e precettore di retorica dell’imperatore Marco Aurelio.
Attraverso la "Scala Maggiore", un'imponente scalinata che conduce ai livelli inferiori della catacomba, si accede alla "Spelunca Magna", un'area cimiteriale che ospita numerose sepolture e iscrizioni cristiane. Queste ultime rappresentano importanti testimonianze epigrafiche della fede e della devozione dei primi cristiani., offrendo una visione autentica della loro vita e spiritualità.
Qui si trovavano i sepolcri venerati di papa Urbano (222-230), di Felicissimo ed Agapito, due diaconi che subirono il martirio nel 258 insieme a papa Sisto II durante la persecuzione di Valeriano, e di Gennaro, uno dei sette figli della matrona romana Felicita, figure simbolo di fede e coraggio nella storia del cristianesimo primitivo.
Il percorso di visita ha compreso il Museo, che ospita la ricchissima collezione di splendidi sarcofagi recuperati nell’area. Questa collezione rappresenta una delle più preziose testimonianze della scultura romana, offrendo una visione unica dell'arte funeraria dell'epoca.
 
Il Prof. Benoci, con il suo linguaggio chiaro e appassionato, ha saputo catturare l’interesse di tutti i presenti, i quali si sono dimostrati estremamente coinvolti e affascinati dalla visita, apprezzando la sua profonda conoscenza e la sua capacità di rendere viva la storia, l'arte e la fede di questo importante sito archeologico cristiano.

 
Un momento di particolare commozione è stato quando il priore della Delegazione, padre Pierre Paul, dinnanzi al sepolcro del martire Gennaro, ha invitato i presenti a pregare insieme per la memoria di tutti i martiri cristiani di ieri e di oggi, creando un'atmosfera di profonda spiritualità e riflessione. Un gesto che ha sottolineato con forza l'importanza della fede, del coraggio e della perseveranza dimostrati da coloro che hanno mantenuto saldo il proprio credo, anche a costo della vita. Questo atto estremo di dedizione testimonia la profonda convinzione e la determinazione di chi, pur di non rinnegare i propri principi spirituali, ha affrontato il martirio con straordinaria fermezza.
 
Presso la Basilica di San Sebastiano fuori le Mura è stata celebrata la Santa Messa, officiata dal Priore padre Pierre Paul. È stato un momento importante di raccoglimento e preghiera per i Cavalieri e le Dame dell'Ordine, all'interno di questa antica basilica costruita per volere dell'Imperatore Costantino nel IV secolo d.C. in onore degli Apostoli Pietro e Paolo, e successivamente dedicata a San Sebastiano, che subì il martirio intorno al 287 durante le persecuzioni dei cristiani sotto l'imperatore Diocleziano.
Al termine della celebrazione il Delegato ha presentato, ai numerosi visitatori e pellegrini presenti, l’Ordine e i suoi fini, evidenziando le attività caritative, la dimensione spirituale e l’importanza del dialogo interreligioso.
 
Il pranzo conviviale ha concluso l'incontro, con i partecipanti riuniti in un ristorante vicino, dove si sono rinsaldati i legami di amicizia e di solidarietà all'interno dell'Ordine. 
 
Un incontro di storia, arte e fede, che ha confermato l'impegno dei membri a sostenere la loro missione di fede e di servizio, rafforzando il loro senso di unità e di fraternità verso chi è nel bisogno. 

21 giugno 2025

Santuario di Santa Maria in Celsano

Sabato 21 giugno, presso il suggestivo Santuario di Santa Maria in Celsano, nel borgo medievale di Santa Maria di Galeria, si è svolto l’ultimo incontro della Delegazione di Roma San Giovanni prima della pausa estiva. L’evento, divenuto ormai tradizione, ha rappresentato un momento di profonda comunione e spiritualità tra i membri dell’Ordine intervenuti.
 
Il Delegato Daniela Forniti, assieme al Priore padre Pierre Paul e al Rettore del Santuario, don Roberto Leoni, hanno accolto il Preside della Sezione Roma, Cavaliere di Gran Croce Prof. Lorenzo de Notaristefani, e i numerosi Cavalieri, Dame, Aspiranti, familiari e amici che hanno preso parte all’incontro animati dall’amore per la Terra Santa e dalla volontà di rafforzare i legami di fraternità.
 
Il Santuario di Santa Maria in Celsano, noto come Madre della Consolazione, custodisce da secoli un’icona mariana di origine orientale, risalente al XIV secolo. La leggenda narra che l’immagine fu portata da pellegrini e deposta su un gelso, dando così il nome al luogo. 
Il Santuario è anche un simbolo di unità tra le genti e di devozione verso la Terra Santa: custodisce infatti una reliquia di un frammento della Santa Croce e due lampade votive chiamate “Lampade dell’Unità e della Pace”, provenienti da Gerusalemme, che illuminano simbolicamente il cammino di pace e solidarietà tra i popoli.
 
La Santa Messa, officiata con devota solennità da don Roberto, ha costituito un momento di elevata spiritualità, durante il quale i presenti hanno elevato preghiere e suppliche, affidando le proprie intenzioni alla Vergine Maria e rivolgendo i loro cuori verso i fratelli di Terra Santa.
 
Al termine della Santa Messa, il Delegato ha espresso gratitudine a don Roberto per la calorosa accoglienza e a padre Pierre per aver animato la liturgia con il sublime suono dell’organo. Ha inoltre ringraziato di cuore tutti i partecipanti, che hanno scelto di dedicare un giorno del loro riposo alla fraternità e alla preghiera, rafforzando così i vincoli di amicizia e solidarietà tra i membri dell’Ordine.
 
In un gesto di comunione ancora più profonda, si è elevata la Preghiera del Cavaliere e della Dama, rivolta con cuore fervente ai nostri fratelli di Terra Santa, uniti nella speranza di pace e di solidarietà.
 
Al termine della celebrazione, i presenti si sono recati presso la Tenuta Agricola Reali, dove hanno condiviso una agape fraterna. Questo momento di convivialità, richiamo alle antiche tradizioni cristiane, ha rappresentato un’occasione preziosa per rafforzare i legami di amicizia, scambiare iniziative e approfondire i rapporti interpersonali, in un clima di autentica comunione e fraternità.
 
L'incontro è stato un appuntamento particolarmente significativo che ha contribuito a consolidare il senso di appartenenza e di impegno comune verso i principi che guidano l’Ordine e a rinsaldare i valori fondamentali di fede, solidarietà e amicizia tra tutti i suoi membri, gli Aspiranti e le loro famiglie presenti. 

17 maggio 2025

Istituto Storico Italiano per il Medioevo

Sabato 17 maggio 2025, presso il prestigioso Istituto Storico Italiano per il Medioevo (ISIME), si è tenuta una conferenza sul tema “Il Giubileo nel Medioevo” organizzata dalla Delegazione Locale Roma San Giovanni.

L’anno giubilare di quest’anno, particolarmente sentito, vede l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme impegnato in pellegrinaggio presso la Porta Santa ad ottobre. Per preparare i membri della Delegazione San Giovanni a questo importante evento, il Delegato Daniela Forniti ha voluto offrire un incontro formativo volto a riscoprire le radici storiche del Giubileo, analizzando le ragioni che hanno portato la Chiesa del 1300 a consolidare questa pratica come strumento di rinnovamento spirituale e di perdono.
 
L'incontro si è tenuto grazie all’interessamento del Cavaliere Dr. Francesco Giorgio, in un contesto che più di ogni altro incarna la storia del Medioevo: l’Istituto Storico Italiano per il Medioevo. Questo illustre centro di studi e di ricerca rappresenta un punto di riferimento fondamentale per lo studio della storia medievale italiana, custodendo un patrimonio librario di grande valore, tra fonti, manoscritti e volumi dedicati ai molteplici aspetti della cultura e della società dell’epoca.
 
Il convegno, patrocinato dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche, è stato presieduto da S.E.R. il Cardinale Fortunato Frezza, figura di rilievo nel contesto ecclesiastico e accademico. La conduzione delle sessioni è stata affidata al Direttore di ISIME, il professor Umberto Longo, il quale ha guidato la conferenza con grande competenza e passione, creando un’atmosfera di profonda partecipazione.

Prima dell’avvio dei lavori, Padre Marek Inglot SJ, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, ha espresso la propria gratitudine all’Istituto e all’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme per aver organizzato un evento di così alto valore storico e spirituale, centrato sull’evoluzione del Giubileo nel corso dei secoli.
 
Il Delegato Daniela Forniti ha espresso il suo ringraziamento ai presenti per la loro partecipazione, con un particolare riconoscimento al prof. Umberto Longo per aver accolto il suo desiderio di organizzare una conferenza in un luogo di grande prestigio e valore storico-culturale e al Pontificio Comitato di Scienze Storiche per avere patrocinato l’evento. Successivamente, ha illustrato l’Ordine e i suoi fini, evidenziando le attività caritative, la dimensione spirituale e l’importanza del dialogo interreligioso.


UNO STUDIOSO IN AMICIZIA. RICORDO DI AGOSTINO BORROMEO, MEMBRO DEL PONTIFICIO COMITATO DI SCIENZE STORICHE
Nel suo intervento, il Dott. Cav. Pierantonio Piatti, Segretario del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, ha voluto rendere omaggio a una figura di grande rilievo nel campo della ricerca storica: il professor Agostino Borromeo. 
Uomo di fede, gentile e disponibile, il prof. Borromeo si è distinto non solo per il suo prestigio accademico a livello internazionale, ma anche per il suo impegno attivo in iniziative caritative e per il suo costante zelo a favore della Terra Santa, avendo ricoperto la carica di Governatore Generale dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

ORIGINI STORICHE E NORMATIVE DEL GIUBILEO MEDIOEVALE
Il Gr. Uff. Avv. Emilio Artiglieri ha affrontato il tema storico e normativo del Giubileo, evidenziando le sue radici antiche e il suo sviluppo nel contesto della Chiesa cattolica.
L’origine del Giubileo affonda le sue radici nella tradizione ebraica, dove rappresentava un anno di liberazione e giustizia sociale, celebrato ogni cinquantesimo anno. Questo evento aveva come scopo principale il riequilibrio delle disuguaglianze economiche e sociali, ricordando che la terra appartiene a Dio e che l’uomo è solo amministratore di quanto ricevuto. Durante l’anno di Giubileo, si proclamava la liberazione degli schiavi, il rimborso dei debiti e il ritorno delle terre ai legittimi proprietari, sottolineando così l’importanza della giustizia e della misericordia nella vita collettiva.
Nel passaggio alla tradizione cristiana, il Giubileo ha assunto connotazioni più spirituali e penitenziali. La concessione delle indulgenze, che permettono la remissione della pena temporale dovuta ai peccati, ha rafforzato il significato di riconciliazione e purificazione spirituale.
L’apertura della Porta Santa, simbolo centrale del Giubileo, rappresenta il passaggio dalla condizione di peccato alla grazia, invitando i fedeli a entrare in un percorso di conversione e di speranza. L’indulgenza, strettamente legata a questa pratica, non sostituisce la confessione sacramentale, ma la accompagna, offrendo ai fedeli un’occasione di rinnovamento spirituale attraverso pratiche di fede, opere di carità e pellegrinaggi.
Nonostante le sue radici antiche, il Giubileo si è evoluto nel tempo, assumendo una dimensione collettiva di rinnovamento spirituale e di rafforzamento dell’unità della Chiesa universale. Oggi, esso rappresenta un momento di introspezione personale e di rinnovamento della propria fede, ma anche un segno di comunione tra tutti i fedeli. Come sottolineato dall’Avv. Artiglieri, “nessuno si salva da solo”: il Giubileo invita ogni cristiano a vivere con spirito penitenziale e di speranza, riconoscendo che la misericordia di Dio si estende a tutti e che la comunità cristiana è chiamata ad essere testimone di amore e di solidarietà.

VIVERE IL GIUBILEO NEL MEDIOEVO
Nel suo intervento, il prof. Christian Grasso ha condotto un’analisi approfondita sulla storia religiosa e spirituale del periodo medievale, evidenziando le trasformazioni che hanno segnato l’evoluzione della fede e delle pratiche religiose in quell’epoca ricca di contrasti e di cambiamenti.
Uno dei punti centrali del suo discorso è stata la conquista di Acri, nel 1291, ad opera dei Mamelucchi, che ha segnato la fine del regno crociato in Terra Santa.  Nove anni più tardi, nel 1300, papa Bonifacio VIII riconobbe ufficialmente l’importanza di una nuova centralità, promuovendo lo spostamento della sacralità da Gerusalemme alla Città Eterna. Questo gesto segnò l’inizio del Giubileo, un evento di fondamentale importanza che avrebbe rivoluzionato la spiritualità cristiana. Il Giubileo non solo divenne un pellegrinaggio di penitenza e di rinnovamento spirituale, ma offriva anche il privilegio dell’indulgenza, una delle più significative concessioni della Chiesa medievale.
Fino al XIII secolo, le Crociate rappresentarono le uniche iniziative di massa aperte al laicato che concedevano tale indulgenza, rendendo i pellegrinaggi e le spedizioni religiose momenti di grande partecipazione popolare e di forte carica spirituale. Il prof. Grasso ha quindi sottolineato come le conseguenze di quel momento storico si siano protratte nel tempo, influenzando le pratiche religiose, le strutture sociali e le dinamiche di potere fino ai giorni nostri. La memoria e l’eredità del Giubileo del 1300 sono ancora evidenti nelle celebrazioni e nelle interpretazioni contemporanee della fede cattolica.

In conclusione, il convegno ha messo in luce come il Giubileo del 1300 abbia segnato una svolta nella concezione del perdono e della misericordia divina, promuovendo un senso di rinnovamento spirituale tra i fedeli e rafforzando il ruolo della pellegrinazione come pratica di penitenza e di fede.  Gli studi hanno anche evidenziato come questo evento abbia contribuito a consolidare l’autorità papale e a rafforzare la presenza della Chiesa in un contesto di grandi cambiamenti sociali e politici.
 
Al termine del convegno, i partecipanti hanno raggiunto la Delegazione Locale di Roma San Luca, presso la Chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani, per condividere un momento di profonda spiritualità: la Santa Messa.
Questa celebrazione, presieduta da S.E.R. il Cardinale Fortunato Frezza, ha rappresentato un importante momento di unità e fraternità all’interno dell’Ordine.
 
L’omelia del Cardinale Frezza si è contraddistinta per le sue parole di grande commozione e di sincero pensiero rivolte alla Terra Santa e a tutte le persone che soffrono in quei luoghi. Con tono emozionato e carico di speranza, il Cardinale ha invitato i presenti ad una maggiore sintonia spirituale con la Terra Santa, sottolineando l’importanza di mantenere vivo il legame di solidarietà e preghiera verso coloro che in questo momento stanno affrontando difficoltà e persecuzioni.
 
Al termine della Santa Messa, i partecipanti si sono ritrovati in un ristorante nelle vicinanze per condividere un momento di convivialità, che ha rafforzato lo spirito di comunità tra i membri dell’Ordine, consolidando la consapevolezza del loro ruolo di fraternità e l'impegno nel cammino di fede e di servizio verso chi è nel bisogno.

15 marzo 2025

Santuario di San Francesco a Ripa Grande

Sabato 15 marzo 2025, presso il Santuario di San Francesco a Ripa Grande, luogo di grande spiritualità e culla del primitivo francescanesimo, si è svolto il terzo incontro della Delegazione Locale Roma San Giovanni.
  
Il Delegato Daniela Forniti, assieme al Priore padre Pierre Paul, hanno accolto il Preside della Sezione Roma, Cav. Gr. Cr. Prof. Lorenzo de Notaristefani, assieme alle dame, ai cavalieri, agli aspiranti e agli amici che hanno partecipato numerosi all’incontro.
  
La chiesa di San Francesco a Ripa sorge sull'antico sito che un tempo ospitava l'ospedale di San Biagio, nelle vicinanze del Tevere a Ripa Grande. Fondato nel X secolo, questo ospedale era dedicato all'assistenza e alla cura dei poveri malati e dei pellegrini, ed era gestito dai domenicani, che avevano un convento annesso. L'interno barocco, caratterizzato da tre navate e da una pianta a croce latina, riflette la tipica semplicità francescana. Sebbene non presenti eccessi di materiali preziosi o architetture maestose, questo luogo si distingue per la ricchezza di opere d'arte e oggetti di devozione che, nel corso dei secoli, hanno assunto un significato profondo e simbolico, riflettendo la cultura e la spiritualità delle epoche passate e contribuendo a generare un'atmosfera di sacralità e bellezza.
  
Appassionato conoscitore della storia di Roma e delle sue chiese, il confratello Gr. Uff. Avv. Fabio Costa ha accompagnato i partecipanti alla visita in un affascinante percorso tra storia, arte e spiritualità della chiesa, un vero scrigno di tesori artistici e di devozione.
  
Fra’ Vittorio, francescano dell'Ordine dei frati minori, con la sua innata semplicità e profonda spiritualità, ha narrato la storia di san Francesco a Roma. Nel 1209, Francesco venne a Roma per presentare a papa Innocenzo III la forma di vita che intendeva adottare assieme ai suoi compagni. Tuttavia, il Papa, preoccupato per i movimenti pauperistici, inclusi i gruppi eretici come i valdesi e i catari, che stavano guadagnando terreno anche tra i cattolici più ortodossi, non concesse la sua approvazione e lo congedò. Successivamente, una visione avuta in sogno in cui un uomo piccolo e misero, somigliante a Francesco, sosteneva con le spalle la Basilica Lateranense in pericolo di crollo, convinse Innocenzo III a convocare il Santo per ascoltare ciò che aveva da dire. San Francesco espose il suo progetto di vita, la Prima Regola, e il Papa, riconoscendo la genuinità e la profondità della visione del Santo, la benedisse e la approvò oralmente. Prima di lasciare la città, Francesco affidò alcuni frati a questo luogo, dando così vita alla prima comunità francescana stabile di Roma.
  
Fra’ Vittorio ha quindi parlato di san Francesco e del suo profondo legame con la Terra Santa. Durante le Crociate, un periodo di conflitto e divisione tra cristiani e musulmani, il Santo si distinse per il suo desiderio di costruire ponti piuttosto che muri. Nel 1219, durante la Quinta Crociata, intraprese un viaggio in Egitto con l'intento di dialogare con i musulmani. La sua audace missione lo portò a incontrare il sultano al-Malik al-Kamil, un incontro che è passato alla storia come un esempio di rispetto reciproco e apertura al dialogo. Francesco non cercava di convertire il sultano con la forza, ma piuttosto di stabilire un legame basato sull'amore e sul rispetto reciproco. Questo atteggiamento prefigurava un concetto che, nel corso dei secoli, sarebbe diventato uno dei pilastri del pensiero moderno: l'idea che alcuni principi e valori siano applicabili a tutti gli esseri umani, indipendentemente dalla loro origine culturale, etnica o sociale e sostenendo che vi siano diritti fondamentali e dignità intrinseca che spettano a ogni individuo, riconoscendo l'uguaglianza e la solidarietà tra le diverse comunità umane.
  
Alla conclusione del suo intervento, fra’ Vittorio ha guidato i partecipanti in una visita all'interno del complesso monastico. Un momento di intensa emozione è stata la venerazione delle reliquie di un brandello di benda impregnato del sangue delle stimmate di San Francesco e di un frammento del cilicio che egli usava indossare sotto il saio. Si è dunque potuto accedere alla cella in cui San Francesco pregava e si ritirava durante le sue visite a Roma. Grazie a Jacopa de' Settesoli, una devota francescana e amica del Santo, questa piccola cella è diventata un luogo sacro di preghiera e profonda devozione. All'interno della cella si trova un magnifico altare ligneo, un capolavoro barocco realizzato dallo scultore francescano Bernardino di Jesi. Quest'opera nasconde al suo interno una preziosa collezione di reliquie francescane, donate dal granduca di Toscana Leopoldo dei Medici. Un ingegnoso e complesso meccanismo progettato da fra’ Tommaso da Spoleto consente l'apertura di tutte le porte e porticine ai lati della pala d'altare, rivelando i cofanetti d'argento che custodiscono le sante reliquie. Incastonata nella geniale struttura, spicca la splendida pala d'altare attribuita a Margaritone d'Arezzo (XIII secolo) raffigurante San Francesco. Accanto all'altare, sulla parete, è presente una nicchia che ospita la pietra su cui il Santo era solito poggiare il capo durante il sonno.
  
Salendo al piano superiore del convento, si è potuto visitare la stanza che conserva le reliquie e gli oggetti appartenuti a San Carlo da Sezze. Il Santo morì il 6 gennaio 1670 nell'infermeria dell'ospedale di San Francesco a Ripa. Dopo la sua morte, sul suo petto fu trovata una particolare stigmate, simile alla ferita che Gesù ricevette al fianco a causa di un colpo di lancia, la quale continuò a sanguinare per diversi giorni. Tale segno fu riconosciuto come di origine soprannaturale da una commissione medica appositamente incaricata e venne considerato uno dei due miracoli necessari per la sua beatificazione.
Benché avesse acquisito solo una conoscenza superficiale della lettura e della scrittura, Carlo era stato dotato da Dio di straordinari doni mistici, in particolare quelli del consiglio e della scienza infusa. Questi talenti gli permisero di dedicarsi a una prodigiosa produzione ascetico-letteraria, difficilmente comprensibile se si considera unicamente il suo percorso di studi. Oggi, le sue spoglie riposano in una cappella a lui dedicata nella navata sinistra della chiesa.
  
Si è quindi tornati in chiesa, dove Fabio Costa ha guidato i presenti presso la Cappella di Sant’Anna, che ospita sull'altare l'ultima opera compiuta del famoso scultore Gian Lorenzo Bernini: la straordinaria statua giacente che rappresenta l'Estasi della Beata Ludovica Albertoni. Quest'opera è un autentico esempio di trasporto mistico-carnale e di estasi barocca. Ludovica è adagiata su un letto finemente ricamato nel marmo e poggiato su un magnifico drappo in diaspro. Il suo corpo è disteso, con la schiena leggermente curvata, mentre il volto, inclinato all'indietro, esprime l'intensa emozione che la beata vive nel momento in cui è avvolta dalla Luce Divina.
  
La Santa Messa è stata officiata dal Priore padre Pierre Paul. Al termine della celebrazione, prima della benedizione finale, il Delegato ha avuto la possibilità di presentare l'Ordine ai numerosi visitatori e fedeli presenti. Questi, incuriositi e affascinati dai mantelli indossati dalle Dame e dai Cavalieri, hanno manifestato un sincero interesse per le finalità e le opere dell’Ordine.
  
Alla conclusione dell'intenso e formativo incontro, i partecipanti si sono ritrovati presso un ristorante nelle vicinanze per condividere un momento conviviale, che ha avuto luogo in un'atmosfera di gioiosa e fraterna amicizia.   

15 febbraio 2025

Pontificio Collegio Greco di Sant'atanasio

Sabato 15 febbraio 2025, presso il Pontificio Collegio Greco di Sant'Atanasio, è stata organizzata una conferenza dal titolo “2025: Un Anno di Grazia. Cristiani in cammino verso l’Unita guardando a Nicea (325-2025)”.
  
Il Rettore del Pontificio Collegio dei Greci, l’Archimandrita padre Maciej Pawlik osb, ha accolto con calorosa ospitalità e affabilità i numerosi partecipanti all'incontro. Nel corso del suo intervento, il Rettore ha condiviso la storia del Collegio, istituito da papa Gregorio XIII con bolla datata 13 gennaio 1577. Il Collegio fu fondato per accogliere e formare il clero delle comunità orientali, che, a seguito della conquista dei territori dell'antico Impero Bizantino da parte dei turchi, si ritrovarono privi di punti di riferimento culturali e religiosi. L'obiettivo principale del Collegio era ristabilire la comunione con Roma per le separate comunità d'Oriente, promuovendo il dialogo e il recupero di legami spirituali tra le diverse tradizioni cristiane.
  
Il Delegato, Daniela Forniti, ha illustrato le ragioni che l'hanno indotta a organizzare la conferenza per commemorare i 1700 anni dal Concilio di Nicea, scegliendo come sede il Pontificio Collegio dei Greci, un luogo simbolico che, più di ogni altro a Roma, rappresenta la Chiesa Cattolica di rito greco-bizantino.
  
Con profondo rispetto e gratitudine, ha quindi introdotto il relatore della conferenza, Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Donato Oliverio, Eparca di Lungro degli Italo-Albanesi e attuale Membro della Commissione Episcopale per l'ecumenismo e il dialogo.
  
Il Delegato, dopo aver espresso il suo sentito ringraziamento per l'impegno, la dedizione e l'attenzione con cui è stato realizzato questo evento, che ha offerto un'opportunità unica di approfondimento su un tema di così grande importanza per la storia della Chiesa, ha invitato il Comm. Ing. Nicola Barone a ricoprire il ruolo di moderatore della conferenza.
  
Nella prima parte della conferenza, Mons. Donato Oliverio ha illustrato la storia della giovane Eparchia di Lungro, istituita il 13 febbraio 1919 da Papa Benedetto XV con la Costituzione apostolica "Catholici fideles".
L’Eparchia è stata fondata per preservare e trasmettere un antico e prezioso patrimonio, quello dei discendenti dei profughi del XV secolo, che, costretti a lasciare la propria terra a seguito della conquista ottomana, attraversarono il mare in cerca di un luogo dove poter vivere liberamente e professare la loro fede cristiana. L’Eparchia di Lungro ha così unito i numerosi paesi arbëreshë, presenti da oltre cinque secoli in tutta l’Italia meridionale e insulare. Questi paesi, distribuiti su diversi territori di diocesi e regioni, costituiscono una testimonianza vivente della cultura e della lingua albanese, mantenutasi intatta nel tempo grazie alla tenacia e alla fede delle comunità che li abitano.
  
Nella seconda parte della conferenza, Mons. Oliverio ha approfondito le origini storiche del Concilio di Nicea, evidenziando il contesto politico, religioso e sociale che ha portato alla convocazione di questo evento fondamentale per la storia della Chiesa. 
Ha spiegato come l’imperatore Costantino, nel tentativo di unificare l'Impero Romano, abbia convocato il Concilio nel 325 d.C. a Nicea, con l’obiettivo di risolvere le controversie dottrinali, in particolare quelle legate all’arianesimo, e stabilire una solida base teologica per il cristianesimo.
Mons. Oliverio ha messo in luce l’importanza del Concilio di Nicea non solo per la Chiesa, ma anche per la storia del mondo antico, segnando una pietra miliare nella definizione della dottrina cristiana e nel consolidamento della fede in Cristo come vero Dio e vero uomo.
  
Infine, nella terza parte della conferenza, Mons. Oliverio ha analizzato le ripercussioni del Concilio di Nicea nel contesto odierno, sottolineando l'importanza storica e teologica di questo evento per la Chiesa contemporanea. 
Ha evidenziato come le decisioni prese a Nicea, come la definizione del Credo niceno, abbiano ancora una grande influenza sul pensiero teologico e sulla dottrina cristiana, costituendo un punto di riferimento imprescindibile per il dialogo ecumenico tra le diverse tradizioni cristiane.
Mons. Oliverio ha inoltre discusso come il Concilio di Nicea abbia contribuito a consolidare l’unità della Chiesa, un tema di rilevanza sempre attuale, soprattutto in un periodo segnato dalla crescente pluralità di interpretazioni religiose. Ha concluso riflettendo sull’importanza di rimanere fedeli ai principi stabiliti a Nicea, affinché la Chiesa possa continuare a svolgere il suo ruolo di testimone della fede cristiana nel mondo moderno.
  
Al termine della conferenza, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di visitare la cappella interna, dedicata al Santo fondatore dell'Ordine Benedettino, a cui è affidato il Collegio. 
La cappella, autentico scrigno di spiritualità, è adornata da mirabili icone che abbelliscono le pareti, riflettendo la bellezza della tradizione bizantina. Oltre l’iconostasi lignea, all'interno del Vima, si possono ammirare affreschi che raccontano episodi sacri e infondono un’atmosfera di profonda devozione.
  
Attraverso un passaggio interno, si è giunti nella chiesa di Sant’Atanasio dei Greci, simbolo della tradizione cristiano-ortodossa orientale e importante punto di riferimento per la comunità greca di Roma. 
Edificata nel 1583 su progetto di Giacomo Della Porta, la chiesa presenta una pianta a croce latina con una navata unica e due cappelle laterali, seguendo uno schema di ispirazione bizantina, che la rende un raro esempio di architettura romana. 
La zona presbiteriale è separata da una iconostasi lignea, all’interno della quale si trova il Vima. L’altare, di forma quadrata, è sovrastato da un ciborio dalla cui volta pende l’artoforio in forma di colomba, simbolo della presenza divina.
  
Si è quindi avuta la possibilità di visitare l’antica biblioteca, un vero e autentico scrigno di conoscenza, che custodisce manoscritti rari, incunaboli e volumi storici di inestimabile valore. Questo luogo, che affascina per la sua grandezza e importanza, rappresenta una meta ricercata da studenti di ogni parte del mondo, che vi si recano per approfondire le loro ricerche o per scrivere le loro tesi di laurea.
  
Alla conclusione dell'intenso e arricchente incontro, i partecipanti si sono riuniti presso un ristorante nelle vicinanze per condividere un momento conviviale, che ha avuto luogo in un'atmosfera di gioiosa e fraterna amicizia.

18 gennaio 2025

Delegazione per l'Italia della Custodia di Terra Santa

Circolo Ufficiali delle Forze Armate d’Italia

Santa Messa presso il Santuario di Santa Maria in Celsano e Agape fraterna
 
Nella mattina di sabato 22 giugno 2024 presso il Santuario di Santa Maria in Celsano, storico borgo medioevale ubicato in Santa Maria di Galeria, sì è svolto l’incontro organizzato dalla Delegazione Locale di Roma San Giovanni.
 
Il Delegato Daniela Forniti e il Priore padre Pierre Paul, assieme al Rettore del Santuario don Roberto Leoni, hanno accolto il Preside della Sezione Roma Cav. Gr. Cr. Prof. Lorenzo de Notaristefani, la Consigliera di Luogotenenza Dama di Comm. con Placca Federica De Pasquale, i Cavalieri, le Dame, gli Aspiranti, i Familiari e gli Amici che numerosi sono intervenuti all’ormai tradizionale incontro prima delle vacanze estive.
 
Il Santuario di Santa Maria in Celsano, Madre della Consolazione, custodisce da secoli un’icona mariana di origine orientale risalente al 1300 circa, portata da alcuni pellegrini che la deposero su di un albero di gelso, da cui il termine “celsano”. Forte è anche il legame che unisce questo Santuario alla Terra Santa in quanto la chiesa, oltre a custodire la venerata reliquia di un frammento della Santa Croce, conserva ai lati dell’icona della Vergine due lampade votive, chiamateLampade dell’Unità e della Pace, provenienti da Gerusalemme.
 
La Santa Messa, celebrata dal Priore padre Pierre, è stata dedicata, secondo un antichissimo uso liturgico di devozione mariana, alla memoria della Vergine Maria. Nella sua omelia, padre Pierre ha commentato il brano del Vangelo di San Matteo 6,24-34 in cui Gesù ci esorta a non preoccuparci per il domani perché al di sopra di tutto c’è un Padre amoroso che ci accompagna e ci sostiene. Non si può servire Dio e la ricchezza. Viviamo con la costante paura di perdere ciò che riteniamo nostro e trascorriamo la vita ad accumulare denaro e potere dimenticandoci dell’amore che Dio ha per noi. L’invito è di fidarsi di Dio, di orientare la nostra vita verso il vero bene al servizio del prossimo.
 
Al termine della celebrazione eucaristica il Preside della Sezione Roma, Cav. Gr, Cr. Prof. Lorenzo de Notaristefani, ha salutato tutti i presenti, augurato loro buon vacanze estive e annunciato che il 14 settembre, in occasione della Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, verrà celebrata la Santa Messa organizzata dalla Sezione Roma. 
Con il cuore e il pensiero rivolti verso i nostri fratelli di Terra Santa si è recitata la Preghiera del Cavaliere e della Dama.
 
Successivamente alla Celebrazione, gli intervenuti si sono recati presso la Tenuta Agricola Reali per condividere insieme la mensa. L'Agape, che ricorda il convito fraterno presso gli antichi cristiani, è espressione di comunione, amicizia, affinità, il prendersi cura gli uni degli altri. Ed è proprio con questo sentimento che i partecipanti  hanno condiviso il pasto, preparato grazie all’apporto di pietanze che ognuno ha generosamente voluto condividere con i propri confratelli e amici in un clima di fraterna amicizia, un’occasione importante per potersi conoscere meglio, esporre iniziative e favorire i rapporti interpersonali. 

11 maggio 2024

Chiesa di Sant'Agnese​ in Agone

Basilica di Sant'Agostino in Campo Marzio

Sabato 13 aprile 2024, nella splendida basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, si è svolto l’incontro previsto dal calendario semestrale della Delegazione di Roma San Giovanni.

Il Delegato Daniela Forniti e il Priore padre Pierre Paul hanno accolto il Preside della Sezione Roma, il Delegato di Roma San Matteo e i numerosi Cavalieri, Dame, Aspiranti e Amici presso la sala capitolare dell’annesso complesso conventuale dei frati Agostiniani.

Alle ore 10.00, è iniziata la prevista conferenza con padre Ibrahim Shomali, parroco a Reneh, villaggio della Galilea situato vicino Nazareth.

Padre Ibrahim, nato a Betlemme, ha frequentato il Seminario Minore del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini e nel 1996 è stato Ordinato sacerdote nella chiesa di Santa Caterina a Betlemme. Nel 2002 è venuto a Roma per studiare Teologia alla Pontificia Università Lateranense, dove si è laureato nel 2004. Nel 2017 è stato nominato Cancelliere del Patriarcato di Gerusalemme dei Latini e Vice Direttore dell'Ufficio Pastorale per Israele e Palestina. E’ stato parroco a Ramallah, Bet Jala e Taybeh.

Venuto appositamente da quei luoghi dove si svolsero i principali fatti dell'Antico e Nuovo Testamento e che per noi cristiani rappresentano i siti in cui la Salvezza si è manifestata e la "buona notizia" è stata annunciata per la prima volta, padre Ibrahim ha portato la testimonianza dei nostri fratelli cristiani, le “pietre vive” della Terra Santa, discendenti delle prime comunità cristiane e dei pellegrini che, nel corso dei secoli, hanno conservato e tramandato la loro fede in questa parte di mondo e che oggi si trovano a dover affrontare una crisi umanitaria senza precedenti, dove il rischio sanitario e l’insicurezza alimentare sono sempre più imminenti.

Padre Ibrahim ha parlato delle origini del conflitto israelo-palestinese, dei passaggi storici che hanno portato alla situazione attuale, dell’effettiva condizione odierna in cui versa la comunità dei cristiani in Israele e Palestina e di come l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro, attraverso il Patriarcato di Gerusalemme dei Latini, permette loro di poter continuare a sopravvivere attraverso interventi di sostegno economico volti a garantire il soddisfacimento dei bisogni sia generali che specifici come la distribuzione di buoni spesa alimentari, il rimborso delle cure mediche e delle medicine, il pagamento di utenze di elettricità, di acqua e dei canoni di affitto delle abitazioni. Ha esposto quindi i numerosi progetti e interventi nel costruire e mantenere le tante strutture e opere cristiane presenti nel territorio realizzati grazie al contributo dell’Ordine.

Alle ore 11.30 si è celebrata la Santa Messa nella basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, prezioso scrigno contenente tesori di arte e fede, custoditi da sempre dai padri agostiniani.

Durante la sua omelia, in un clima di forte commozione, padre Ibrahim ha ringraziato più volte le Dame e i Cavalieri dell’Ordine per il loro contributo e la loro vicinanza alle comunità cristiane di Terra Santa.

Al termine della Santa Messa il Delegato e tutti i presenti con fervida devozione, senso di appartenenza e con il cuore rivolto alla Terra Santa, hanno pregato insieme la Preghiera del Cavaliere e della Dama.

Alla fine dell’intenso e formativo incontro ci si è ritrovati presso un vicino ristorante per condividere insieme un momento conviviale vissuto in un clima di gioiosa e fraterna amicizia.

In occasione della festività di San Giovanni Battista, sabato 24 giugno 2023 si è svolto l’ultimo incontro del primo semestre 2023 della Delegazione Locale Roma San Giovanni.

Numerosi i Cavalieri, le Dame, gli Aspiranti, i Familiari e gli Amici che si sono ritrovati presso la Tenuta Reali, luogo alle porte di Roma, dove pace e tranquillità prendono il sopravvento sulla frenetica vita cittadina. I partecipanti sono stati accolti dal Delegato Daniela Forniti e dal Priore, padre Pierre Paul, in un ambiente familiare e ospitale. La giornata è trascorsa in un clima di fraterna amicizia ed è stata un’occasione importante per poter esporre idee, condividere iniziative e favorire i rapporti interpersonali tra i vari partecipanti. 

L'Agape, che ricorda il convito fraterno presso gli antichi cristiani, è espressione di comunione, amicizia, affinità, il prendersi cura gli uni degli altri. Ed è proprio con questo sentimento che Cavalieri, Dame e Aspiranti hanno condiviso la mensa, preparata grazie all’apporto di pietanze e bevande che ognuno ha generosamente voluto condividere con i propri confratelli e amici.

Intensi ed emozionanti i momenti di meditazione e preghiera arricchiti dalla presenza di don Roberto Leoni, rettore del vicino santuario di Santa Maria in Celsano, Madre della Consolazione.
Nel pomeriggio, è stata celebrata la Santa Messa dedicata alla Natività di San Giovanni Battista, precursore del Signore, officiata dal nostro Priore. Al termine della celebrazione eucaristica il Preside della Sezione Roma, Cav. Gr, Cr. Prof. Lorenzo de Notaristefani, ha ricordato ai presenti i prossimi impegni e iniziative programmate per il secondo semestre del corrente anno. La celebrazione, con il cuore e il pensiero rivolti verso i nostri fratelli di Terra Santa e a tutti coloro che stanno vivendo momenti di timore, di tensione e di sofferenza, si è conclusa con la recita della “Preghiera del Cavaliere e della Dama”.